La depressione maggiore

21 marzo, 2009
Categoria: Depressione Maggiore, Disturbi dell'Umore, Mindfulness 

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità “la depressione si può considerare la malattia mentale più diffusa ed in continua crescita” (1998; 1999).
Si prevede che il 30% della popolazione soffrirà di un episodio depressivo lieve, il 20% di un episodio depressivo moderato; tali episodi possono avere una durata superiore ai 12 mesi con probabilità dal 2,6% al 12,7% per gli uomini e dal 7% al 21% nelle donne.
La depressione maggiore si manifesta con un cambiamento significativo rispetto al precedente livello di funzionamento cognitivo e comportamentale. Essa si manifesta con almeno 5 dei seguenti sintomi contemporaneamente per almeno 2 settimane:
1)umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno;
2)marcata diminuzione di interesse o perdita di piacere per tutte o quasi tutte le attività per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno;
3)significativa perdita di peso, senza dieta, o aumento di peso (per il 5% del peso corporeo), oppure diminuzione o aumento dell’appetito quasi ogni giorno;
4)insonnia o ipersonnia quasi ogni giorno;
5)agitazione o rallentamento psicomotorio quasi ogni giorno;
6)faticabilità o mancanza di energie quasi ogni giorno;
7)sentimenti di autosvalutazione o di colpa eccessivi o inappropriati (che possono essere deliranti), quasi ogni giorno;
8)ridotta capacità di pensare o di concentrarsi, o indecisione, quasi ogni giorno;
9)pensieri ricorrenti di morte(non solo paura di morire) ricorrente ideazione suicidaria senza un piano specifico, o un tentativo di suicidio, o l’ideazione di un piano specifico per commettere suicidio.
Affinchè si tratti di depressione maggiore i sintomi si accompagnano ad un disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento sociale, lavorativo, o di altre aree importanti. I sintomi non sono dovuti agli effetti fisiologici di una sostanza o di una condizione medica generale.
Inoltre i sintomi non sono giustificati da LUTTO (persistono per più di due mesi dalla morte di una persona amata). Essi sono caratterizzati invece da compromissione marcata, da autosvalutazione patologica, ideazione suicidaria, sintomi psicotici o rallentamento psicomotorio.

Il decorso è solitamente ricorrente e persistente, infatti il tasso più elevato di ricadute si registra nei sei mesi successivi al miglioramento. Dopo il I episodio la probabilità di ricadute è del 50%, dopo il II episodio del 60-90%, dopo il III episodio del 95%.

Terapia

La terapia cognitivo-comportamentale e la terapia interpersonale sono le più efficaci secondo l’American Psychiatric Association (APA).
La teapia cognitivo-comportamentale sottolinea l’importanza, oltre che dei sintomi affettivi, somatici, cognitivi e comportamentali, dei pensieri automatici negativi verso sè stessi, il mondo ed il futuro. Il loro contenuto riguarda il fallimento, la perdita, la svalorizzazione, l’autocritica, l’impotenza, la disperazione, l’ingiustizia.
I soggetti depressi utilizzano degli schemi depressogeni per organizzare le nuove informazioni, dare loro significato, e costruire e concettualizzare i fenomeni. Tali convinzioni riguardano caratteristiche del Sè del tipo: “sono un perdente”, “sono un fallito”, sono una nullità”, “sono un incapace”, ecc. e sono rappresentate dall’idea dominante di perdita che è passata, presente, futura, irreversibile, totale, inaccettabile, personale.
Un esempio di sintomi depressivi inclusi in un circolo vizioso che mantiene la depressione è:
tristezza depressione–>demotivazione, pensieri automatici negativi–> comportamento passivo, isolamento sociale–>e si ricomincia!
oppure:
faticabilità, mancanza di energie–>comportamento passivo–>e si ricomincia!

E’ utile sapere che:
La terapia cognitiva ha la stessa efficacia dei farmaci nel ridurre i sintomi acuti (Beck et al, 1979; Murphy et al, 1984; Hollon et al, 1992; Williams, 1997; Hollon e Shelton, 2001; Hollon et al, 2002).
La percentuale di miglioramento dopo la terapia in media è del 66%, e del 72% insieme ai farmaci. Solo del 63% utilizzando esclusivamente farmaci.
Purtroppo il 75% dei soggetti con disturbo o forme subcliniche depressive non viene trattato o riceve cure inappropriate; solo il 5% dei soggetti viene curato anche con Terapia Cognitivo Comportamentale.
Esistono principalmente due protocolli terapeutici per evitare le ricadute:
1)la terapia del benessere (Fava et al.)
2)la terapia cognitiva basata sulla Mindfulness (Teasdale, Segal, Williams)

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