I problemi della coppia: gli errori di giudizio

12 gennaio, 2010
Categoria: Terapia di coppia 

Quando due partner riconoscono che il nocciolo dei loro problemi sta nel rapportarsi l’un l’altro, o in parole più semplici nel “modo di fare” dell’altro, il cambiamento comportamentale a livello di interazione non può avvenire senza un cambiamento individuale di entrambi. Ci si accorge di un problema di coppia insomma quando gli stati d’animo nei confronti del partner sono negativi o ostili, per esempio quando si sente delusione, rabbia o ostilità, disprezzo, disgusto ecc.
La psicoterapia cognitivo comportamentale si basa sulla motivazione di entrambi al cambiamento e sulla modificazione delle convinzioni irrazionali, i processi di attribuzione e autoaffermazioni negative, affinchè si arrivi alla modificazione individuale e all’accettazione del partner.

La modificazione delle percezioni, delle interpretazioni, delle emozioni e dei comportamenti di coppia avviene seguendo questi processi:

  • la modifica del livello di priorità degli scopi personali che in qualche modo hanno a che fare con il partner (es. ridimensionare lo spazio assegnato alla carriera personale);
  • la modifica delle convinzioni individuali, cioè delle aspettative e dei desideri che sono legati ad alcune credenze personali;
  • la modifica degli errori di pensiero o errori cognitivi (Beck 1990).

Gli obiettivi della coppia saranno pertanto volti all’accettazione dell’altro e delle caratteristiche uniche della relazione, soprattutto a livello individuale, ad individuare le dinamiche disfunzionali ricorrenti e le ripercussioni sulla soddisfazione reciproca, a potenziare la capacità di valorizzarsi, sostenersi e gratificarsi a vicenda, ed infine a migliorare le capacità comunicative e la gestione dei conflitti.

Allo scopo di fornire degli esempi mi sembra utile riportare un elenco di errori di giudizio o bias cognitivi in elenco (in Lo Iacono, 1999):

  • Visione a tunnel: Quando si è arrabbiati è difficile ricordare i momenti piacevoli passati insieme;
  • Deduzione arbitraria: Un uomo è di buon umore e canticchia spensieratamente; la moglie senza alcun motivo plausibile pensa “Lo fa per farmi arrabbiare”;
  • Generalizzazione eccessiva: Un giorno un uomo non bacia sua moglie al rientro a casa e lei pensa: “Non mi dà mai dimostrazioni di affetto”; oppure una moglie sotto stress dimentica di fare una commissione per il marito e lui pensa: ” Pensa solo a se stessa, è sempre così”;
  • Pensiero tutto o niente: “O andiamo sempre d’accordo, oppure vuol dire che il nostro rapporto non può funzionare”;
  • Esagerazione: Ad una cena con gli amici un marito corregge la moglie per un’inesattezza. La moglie tra vergogna e tristezza penserà: “Non posso sopportare questa terribile umiliazione!”;
  • Spiegazioni prevenute: La moglie un giorno fa la spesa in un bella rosticceria del centro ed il marito non riesce a vedere nessun motivo positivo per questo e pensa: “Non fa attenzione alle spese”. Se la donna avesse comprato le solite cose il marito avrebbe detto ” Non le interessa che potrebbe farmi piacere una volta tanto mangiare qualcosa di speciale”;
  • Etichette negative: “Fa così perchè è stupido/a, egoista ecc.”;
  • Personalizzazione: Se la moglie tace il marito è convinto che lei stia meditando qualcosa contro di lui, se torna a casa in anticipo rispetto al previsto, lui pensa che lo voglia controllare; se non si trucca lui pensa che non le interessa piacergli;
  • Lettura del pensiero: Nonostante le smentite del partner si è fermamente convinti di sapere cosa lui/lei provi, pensi, o voglia. Oppure ci si aspetta che l’altro sappia già ciò che noi pensiamo, proviamo, vogliamo senza il bisogno di dirglielo;
  • Ragionamento soggettivo: “Siccome mi sento gelosa, lui deve aver avuto qualche scappatella”, “Se sono di cattivo umore è perchè mi ha trattato senza rispetto”, “Se sono triste vuol dire che il mio partener non mi vuole bene!”.

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