Le Perversioni: cosa sono e perchè vengono agite.

29 gennaio, 2010
Categoria: Dissociazione, Psicopatologia 

Secondo Freud erano perverse tutte le condotte che si discostano dalla norma in relazione all’oggetto sessuale (pedofilia, zoofilia) o in relazione alla zona corporea deputata al raggiungimento del soddisfacimento sessuale o in relazione alla meta sessuale che può essere raggiunta solo in presenza di condizioni particolari (feticismo, travestitismo, scopofilia, esibizionismo, sadomasochismo). Stoller (1978) aggiunge che la perversione è finalizzata all’allontanamento dell’altro, allo scopo di disumanizzarlo, umiliando se stesso e il partner. La condotta sessuale diventa non solo aggressiva ma soprattutto motivata inconsapevolmente a tali scopi, per quest’ultimo motivo è “perversa”.
Le perversioni sessuali si manifestano insieme ad altre patologie lungo un continuum che vede da un lato coerenza e dall’altro incoerenza e molteplicità di modelli rappresentativi interni (modelli della rappresentazione sè-altro). Ad un estremo troviamo patologie nevrotiche e psichiatriche, dall’altro disturbi dissociativi e di personalità (Liotti, 2000; Liotti e Monticelli, 2000).
E’ utile precisare che se le perversioni sono parte integrante di patologie, le fantasie perverse invece non vengono di solito agite grazie ai freni del giudizio morale. Qualora invece esse dovessero esprimersi ci troveremo di fronte a personalità tendenti all’impulsività, a difficoltà nella gestione dell’emotività e degli affetti, che abusano di sostanze, e disregolano nelle condotte alimentari e sessuali (Van der Kolk, 1995).
Sebbene gran parte della letteratura (Stoller, 1978; Masud Kahan, 1982; Rosen, 1979, Mitchell, 1998) sia d’accordo nel privilegiare una componente evolutiva precoce della perversione intesa come “atteggiamento seduttivo materno, deprivante e seduttivo, che controlla dall’interno” (ibidem) molti pazienti raccontano della presenza di atteggiamenti seduttivi durevoli nel tempo e di un clima d’imposizione di ruoli con scarso ed inautentico accudimento (in Monticelli, 2000).
Ancora più interessante è quello che riporta Monticelli (2000) quando discute di casi in cui le relazioni parentali siano dominate da esperienze di abuso di identità, cioè di conflitto tra i valori e le motivazioni dell’adulto e del figlio (Gilbert, 1989), il quale deve somigliare all’immagine che ha di lui il genitore. I vissuti sono riconducibili principalmente all’umiliazione e alla colpevolizzazione, in una relazione parentale erotizzata, dove il figlio assume soprattutto ruoli maritali pena l’abbandono, come quando “sentivo l’imbarazzo impotente di assistere ai momenti di intimità in cui mia madre si spogliava con pose e atteggiamenti troppo provocanti verso di me [...] io e lei viviamo in un rapporto simbiotico in cui non possiamo fare a meno l’uno dell’altro” (L., 36 anni).
L’esperienza di un attaccamento invertito, in cui cioè la richiesta di accudimento viene dal genitore e non dal figlio, impedisce ai sistemi motivazionali interpersonali, in particolare quelli agonistico e sessuale, di sostiuire normalmente quello dell’attaccamento, e di svilupparsi autonomamente iperattivandosi simultaneamente nelle situazioni di richiesta di protezione, di confronto con l’altro, ed in quelle sessuali.
I pazienti perversi riportano spesso sofferenza, senso di vuoto e aggressività che vengono agiti umiliando il partner per vendicare pesanti traumi relazionali.


Riferimenti bibliografici

Gilbert, P. (1969), Human nature and suffering. Ed. Lawrence Erlbaum Associates Publishers, Hove and London;
Liotti, G, Monticelli, F. (2000), I fenomeni dissociativi nei pazienti ossessivi. Psicoterapia Urbino;
Masud Kahan, M.R. (1982), Le figure della perversione, Bollati Boringhieri, Torino;
Mitchell, S.A. (1993), Gli orientamenti relazionali in psicoanalisi. Per un modello integrato, Bollati Boringhieri, Torino;
Rosen, I. (1979), Sexual Deviation, II ed. Oxford University Press, London;
Van der Kolk, B. (1996), Traumatic stress. The effects of Overwhelming experience on mind, body and society. Ed The Guilford press, New York, London.

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