Adulti iperattivi e disattenti, adulti ADHD?!

15 febbraio, 2010
Categoria: ADHD, Disturbi in età evolutiva, Psicopatologia 

Pensare al deficit di attenzione e iperattività, o ADHD, evoca velocemente l’immagine di bambini che non stanno fermi un attimo e che non riescono a concentrarsi sui loro compiti a scuola. La verità è che comportamenti simili in tonalità diverse si protraggono nel tempo, fino all’età adulta.
Gli adulti con ADHD hanno spesso difficoltà a trovare o a mantenere un lavoro, oppure hanno difficoltà nelle relazioni sociali. Alcuni studi mostrano percentuali elevate sulla comorbilità con i disturbi dell’umore, i disturbi d’ansia, ed inoltre numerosi incidenti stradali e problemi legali. Sebbene attualmente non vi siano specifici criteri diagnostici nel DSM-IV utili a descrivere l’ADHD negli adulti, negli ultimi mesi l’American Psychiatric Association ha preso attentamente in considerazione tale necessità. Una mancanza di questo tipo viene giustifica dal fatto che i medici e gli psichiatri hanno ricevuto una formazione limitata sul riconoscimento e sul trattamento dell’ADHD in età adulta; in altre parole la diagnosi è complessa perchè i criteri diagnostici sono definiti sui bambini (es. iperattività, aggressività, e bassa tolleranza alla frustrazione) e sono presenti solo raramente negli adulti. Secondo Kratochvil (APA meeting, 2009 – Toronto) gli adulti ADHD possono essere inquieti, impazienti e possono annoiarsi facilmente; poichè tali caratteristiche sono abbastanza comuni e innocue, alcuni medici si dimostrano riluttanti nella diagnosi e nella prescrizione di una cura, come quella dei farmaci stimolanti (ibidem). In sintesi ciò che può essere utile nel processo diagnostico dell’ADHD nell’adulto è considerare tali caratteristiche evolutive nella sua storia di vita.
Sebbene le caratteristiche comportamentali di tale disturbo varino evolutivamente, i dati neuroanatomici dimostrano similarità tra bambini e adulti. Gli studi di neuroimaging hanno visualizzato una presenza ridotta della dopamina nello striato. Altri studi della Harvard Medical School dimostrano che la corteccia cingolata anteriore negli ADHD è ridotta del 13% rispetto alla norma, e che lo spessore della corteccia del circuito attentivo (corteccia prefrontale dorsolaterale, corteccia parietale e corteccia cingolata anteriore) degli ADHD non trattati è minore rispetto ai controlli.

Riferimenti bibliografici e web
Thomas S., May, ADHD Grows Up, The Dana rewiew, 2009;
Genes to cognition online, http://www.g2conline.org/0826.

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