Il sostegno psicologico nell’infertilità

10 febbraio, 2010
Categoria: Psicopatologia 

Ogni anno in Italia da 20.000 a 45.000 nuove coppie richiedono una consulenza specialistica perché hanno difficoltà procreative. Si stima che in 15.000 -20.000 di queste coppie (dati ISTAT) sarà possibile diagnosticare una causa nota di infertilità e sarà conseguentemente necessario ricorrere alle terapie mediche disponibili per agevolare o consentire il concepimento. Al riguardo la Legge n° 40/2004 del 10.03.2004, che regolamenta l’accesso alle tecniche di procreazione assistita, sottolinea l’importanza, funzionale e strategica, che lo psicologo possiede nella difesa della salute all’interno dei contesti per il benessere psicologico delle coppie infertili che si avvalgono della tecnologia della procreazione assistita. E’ importante sottolineare che la salute dell’individuo e della coppia sono considerate in relazione ad una prospettiva multifattoriale in cui gli aspetti biologici, fisiologici e psico-neuro-endocrino-immunologici insieme agli aspetti specifici della storia del singolo e della coppia e a quelli socio-culturali influenzando positivamente o negativamente i sistemi del corpo umano, alcuni dei quali peraltro direttamente connessi al sistema riproduttivo (in Guidelines for Counselling in Infertility” dell’ESHRE -European Society of Human Reproduction and Embriology).
Gli obiettivi dell’intervento psicologico sui pazienti con problematiche della fertilità mirano ad esplorare i problemi derivanti dall’infertilità e dai suoi trattamenti, e nel chiarire le vie da seguire per affrontare l’iter più efficientemente, intervenendo sulle abilità e sulle strategie cognitive coinvolte (lo stile di coping).
Il processo di consulenza psicologica deve prendere in considerazione le necessità dei pazienti e le decisioni da mettere in atto in base al trattamento (in Guidelines for Counselling in Infertility” dell’ESHRE -European Society of Human Reproduction and Embriology).
Infine è importante sottolineare che operando sullo sviluppo di strategie cognitive ottimistiche e di stati emotivi positivi è possibile rinforzare il sistema immunitario (Dillon, Hinchoff e Baker, 1985) ed aumentare il numero di NK e linfociti T (Cohen e al., 1989), e di conseguenza raggiungere un miglioramento del benessere psicofisico ed in qualche modo biologico.

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