Mindfulness, tra scienza e meditazione

La Mindfulness è una tecnica di mental training affine alle pratiche meditative buddhiste. Attualmente la Mindfulness viene integrata all’approccio terapeutico cognitivista allo scopo di stimolare attentivamente e rendere la consapevolezza un processo costante e trasversale del pensiero. In particolare è il protocollo prediletto per la prevenzione delle ricadute depressive.
Tale pratica consiste in un esercizio sistematico di autosservazione che agisce attraverso la sospensione del giudizio e della valutazione. Questo punto è particolarmente interessante per quanto riguarda la tendenza ricorsiva di pensieri ed emozioni che in modo automatico possono invadere e guidare gli stati della coscienza.
Diversi studi scientifici hanno dimostrato infatti l’efficacia di tale tecnica rispetto ai processi di pensiero patologici, come per esempio le ruminazioni, o i pensieri ossessivi. Il concetto chiave della MINDFULNESS consiste nel pensare il corpo senza sovraccaricare i sistemi attentivi o immaginativi (es. training autogeno), accettando il pensiero così come si presenta, sospendendone i giudizi derivati. Tale allenamento costante permette di fondere i contenuti dei diversi processi di pensiero e di coagulare quelle componenti scarsamente integrate che qualificano la coscienza e la rendono talvolta legata alla patologia psichica.
La Mindfulness, inoltre, è risultata un punto di partenza di grande interesse nella terapia dei disturbi dell’umore e d’ansia, e nelle malattie mediche organiche e croniche.

Approfondimenti:
Segal, Williams, Teasdale “Mindfulness-Al di là del pensiero, attraverso il pensiero”, Bollati Boringhieri (CD incluso).

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