L’ "altro" è il motore della coscienza

26 aprile, 2010
Categoria: Attaccamento, Coscienza, Dissociazione, Psicopatologia 

Dalla metà dell’800 Jackson contribuì attraverso i suoi studi di neurologia e psicopatologia allo studio del cervello e della mente definendoli “organizzati gerarchicamente”. In altre parole essi sono organizzati in strati in progressivo sviluppo e complessità, ognuno sovraordinato al precedente, il quale in termini evoluzionistici sarebbe più arcaico e funzionalmente più automatico.
L’uomo condivide con gli altri mammiferi delle motivazioni specifiche al contesto che derivano dall’interazione tra l’organismo e l’ambiente. Esse funzionano come sistemi modulari atti a risolvere uno specifico problema biologico o biosociale, alla stregua di un adattamento darwiniano classico ottenuto per variazione e selezione naturale. Tali sistemi si attivano uno alla volta quando una specifica meta viene ostacolata e smettono di attivarsi non appena viene raggiunto l’obiettivo.
Essi sono:

  • sistema dell’attaccamento: si attiva per paura (da separazione), collera (protesta), tristezza, disperazione, distacco emozionale e si disattivano per conforto, gioia, sicurezza, fiducia, amore di tipo filiale.
  • sistema dell’accudimento: si attiva per compassione, colpa, ansiosa sollecitudine e si disattiva per tenerezza protettiva, gioia, amore di tipo genitoriale.
  • sistema sessuale: si attiva per pudore, paura del rifiuto, gelosia, e si disattiva per il raggiungimento del desiderio erotico, piacere erotico, amore erotico.
  • sistema di rango: si attiva per paura (da giudizio), vergogna, umiliazione, tristezza (da sconfitta), invidia e si disattiva con l’espressione di collera (da sfida), trionfo, potenza, orgoglio, disprezzo verso lo sconfitto, sentimento di superiorità.
  • sistema cooperativo: si attiva per colpa, rimorso, isolamento, sfiducia, risentimento e si disattiva con l’empatia, la lealtà reciproca, gioia da condivisione, fiducia, amore amicale.

Ogni sistema è accompagnato dall’esperienza emotiva che caratterizza l’azione di due persone che si incontrano e i motivi sottostanti all’emozione e all’azione. L’esperienza emotiva è il primo momento dell’attività dei sistemi motivazionali (la motivazione a ) che possiede la qualità di coscienza. Il rivolgersi e l’andare verso l’altro, o intersoggettività, è una meta costante per l’uomo, dall’Homo Sapiens, e su di essa si impiantano per fasi di diversa durata i sistemi sopra menzionati. L’attività della motivazione intersoggettiva a livello nervoso è perciò tonica e non procede per fasi e questo è testimoniato dagli studi che evidenziano la relazione tra intersoggettività e coscienza di ordine superiore(Edelman, 1989; Liotti, 1994/2005).
“Il tipo di coscienza esclusivamente umana richiede per sussistere un dialogo esterno o interiorizzato con un interlocutore concreto oppure potenziale. [...]
Se la coscienza emerge solo dal confronto fra sè e l’altro interiorizzato, allora la dimensione dell’intersoggettività è sempre presente finchè si è coscienti, anche se l’intensità, la compiutezza, e l’estensione della condivisione dell’esperienza possono variare notevolmente.
Quando ci sembra di non potere o volere condividere durevolmente l’esperienza soggettiva con nessun altro essere umano, allora la coscienza si intorbida e si altera, ma, fino a quando sussiste, è sostenuta da un tono intersoggettivo, anche se talmente tenue da somigliare alla debolissima contrattura tonica di un muscolo abbandonato all’inerzia del sonno.
Finchè siamo svegli siamo sempre anche nei momenti di attività solitaria in attesa di uno scambio intersoggettivo
.” (in Liotti, Monticelli, 2008, pp.30)

Riferimenti bibliografici
*Liotti, Monticelli (a cura di) [2008], I sistemi motivazionali nel dialogo clinico, Raffaello Cortina Editore, Milano.

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