Sono difettoso, ipersensibile e incompetente..

16 maggio, 2010
Categoria: Disturbo Evitante di Personalità, Psicopatologia 

La personalità evitante è caratterizzata da comportamenti che esprimono principalmente l’imbarazzo, il disagio, l’isolamento e l’ipersensibilità di individui con una bassa autostima. Sebbene tali individui siano alla ricerca disperata di un coinvolgimento interpersonale essi evitano il contatto con gli altri per l’elevata paura di disapprovazione e rifiuto.

Secondo il DSM-IV-TR i criteri diagnostici per il disturbo di personalità evitante riguardano a partire dalla prima età adulta e in modo pervasivo l’inibizione sociale, le sensazioni di inadeguatezza, l’ipersensibilità alle valutazioni negative, in almeno 4 contesti tra i seguenti:

1) Evitano il lavoro o le attività scolastiche che coinvolgono un contatto interpersonale significativo per timore di essere criticati, disapprovati o rifiutati

2) Possono essere rifiutate offerte di promozione sul lavoro poiché le nuove responsabilità potrebbero determinare la critica dei colleghi. Questi individui evitano di farsi nuovi amici, a meno che non siano certi di piacere e di essere accettati senza critiche. Finché non superano prove rigorose che dimostrano il contrario, le altre persone sono ritenute critiche e disapprovanti. Gli individui con questo disturbo non si uniscono ad attività di gruppo, a meno che non vi siano offerte ripetute e generose di supporto e di accudimento.

3) L’intimità interpersonale è spesso difficoltosa per questi individui, sebbene siano capaci di stabilire relazioni intime quando viene assicurata un’accettazione incondizionata. Possono agire con inibizione, avere difficoltà a parlare di sé, e trattenere sentimenti intimi per timore di esporsi, di essere ridicolizzati o umiliati

4) Poiché gli individui con questo disturbo sono preoccupati di essere criticati o rifiutati in situazioni sociali, possono essere dotati di una soglia molto bassa per avvertire tali reazioni. Se qualcuno li disapprova o li critica anche leggermente, possono sentirsi estremamente feriti. Tendono ad essere timidi, quieti, inibiti e “invisibili”, per timore che qualsiasi attenzione sia umiliante o rifiutante. Si aspettano che indipendentemente da quello che dicono, gli altri lo riterrebbero “sbagliato”, e quindi possono non dire assolutamente niente. Reagiscono vistosamente ai suggerimenti velati che suggeriscono scherno o derisione. Nonostante il loro desiderio di partecipare attivamente alla vita sociale, temono di mettere il loro benessere nelle mani degli altri.

5) Gli individui con Disturbo Evitante di Personalità sono inibiti nelle situazioni interpersonali poiché si sentono inadeguati, e hanno una bassa autostima. In situazioni che comprendono interazioni con estranei diventano particolarmente manifesti i dubbi riguardanti la competenza sociale e l’attrattiva personale.

6) Questi individui credono di essere socialmente inetti, personalmente non attraenti, o inferiori agli altri.

7) Sono insolitamente riluttanti ad assumere rischi personali o ad ingaggiarsi in qualsiasi nuova attività, poiché questo può rivelarsi imbarazzante. Sono inclini ad esagerare i pericoli potenziali di situazioni ordinarie, e dalla loro necessità di certezza e sicurezza può derivare uno stile di vita coartato. Alcuni con questo disturbo possono disdire un colloquio di lavoro per il timore di sentirsi imbarazzati per non essere vestiti adeguatamente. Sintomi somatici marginali o altri problemi possono diventare la ragione per cui evitano nuove attività.

Criterio ottimale del DSM-IV-TR
Evita impieghi lavorativi che richiedono un contatto interpersonale considerevole, teme la critica, la disapprovazione e il rifiuto.
Comorbilità
Disturbi dell’umore e d’Ansia, Fobia sociale di tipo generalizzato, Disturbo Dipendente di Personalità, Disturbo Borderline di Personalità e Disturbi di Personalità di tipo A.

Sintesi clinica:

Eventi scatenanti: Richiesta di relazioni interpersonali più strette, distorsione nella percezione altrui e dell’immagine pubblica di sè.

Stile Comportamentale: Vergognoso, diffidente, isolato; apprensivo, socialmente goffo, controllato, poco attivo, con sentimenti di vuoto e di depersonalizzazione.

Stile Interpersonale: testa accuratamente gli altri, è molto sensibile al rifiuto, manifesta una chiusura autoprotettiva, desidera accettazione ma mantiene le distanze, ha delle competenze interpersonali basilari e ma ha paura di utilizzarle.

Stile Cognitivo: vigilanza percettiva, pensiero facilmente distraibile dalla sua ipersensibilità.

Stile Emotivo: Timido e apprensivo

Attaccamento: Preoccupato e timoroso

Temperamento: Irritabile

Pensiero genitoriale inferito: “Non ti accettiamo e probabilmente nessun altro lo farà”

Visione di sè: “Sono inadeguato ed ho paura di essere rifiutato”; tensione cronica, affaticamento, coscienziosità, autocriticismo, e svalutazione dei obiettivi raggiunti.

Visione del mondo: “La vita è ingiusta, la gente mi critica e mi rifiuta, ma io cerco qualcuno come me. Perciò sarò attento, cercerò conferme e se non ne avrò potrò utilizzare i miei sogni e la mia fantasia.”

Schemi Disadattivi: Difettosità, Isolamento sociale, Ricerca di approvazione, Autosacrificio.

Riferimenti bibliografici:
*Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, DSM-IV TR, Masson;
*Cognitive Behavior Therapy of DSM-IV-TR Personality Disorders: Highly Effective Interventions for the Most Common Personality Disorders, Second Edition. Len Sperry (2006), Routledge; 2 edition.

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