"Accettare" è terapeutico, è scienza.

16 novembre, 2010
Categoria: Accettazione e Impegno al Cambiamento ACT, Mindfulness 

“Immaginate una psicoterapia che non tenti di ridurre i sintomi, ma ottenga la riduzione dei sintomi come effetto. Una terapia saldamente basata nella tradizione delle scienze sperimentali, ma allo stesso tempo con una forte enfasi sui valori, sul perdono, sull’accettazione, sulla compassione, sul vivere nel momento presente, e sull’accedere ad un senso trascendentale di sé. Una terapia così difficile da classificare che è stata descritta come “terapia umanistica esistenziale cognitivo comportamentale” (Harris, 2006, p. 2).

L’Acceptance and Committment Therapy (ACT), o Terapia di Accettazione e Impegno nell’Azione, è un intervento psicologico basato sull’evidenza sperimentale che usa strategie di accettazione e mindfulness insieme a strategie di impegno nell’azione e modificazione del comportamento, per incrementare la flessibilità psicologica. (G. Miselli, 2007).
La concezione centrale dell’ACT è che la sofferenza psicologica è solitamente e prevalentemente causata modo in cui il linguaggio, la cognizione e il controllo dell’esperienza diretta sul comportamento interagiscono.
Flessibilità psicologica significa essere pienamente in contatto con il momento presente e, basare i nostri comportamenti su ciò che consente la situazione e cambiare o persistere in comportamenti che perseguano i valori che abbiamo scelto come importanti (ibidem).
L’inflessibilità psicologica è il portato dell’evitamento delle esperienze, dell’invischiamento o intrappolamento cognitivo, dell’attaccamento al sé concettualizzato, della perdita di contatto con il momento presente e il risultante fallimento nell’intraprendere i necessari passi comportamentali in accordo con i valori centrali della persona.

L’ACT propone l’accettazione, la mindfulness, la defusione cognitiva (cognitive defusion), i valori (values) e l’impegno nell’azione (committed action). La modificazione del comportamento avviene attraverso tecniche esperienziali (Hayes, Strosahl, Wilson, 1999).
La ricerca mostra come questi metodi siano di beneficio per un ampio spettro di pazienti.

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Questo tipo di psicoterapia cognitiva di terza generazione è concentrata principalmente su come il linguaggio intrappola i pazienti dentro futili tentativi di combattere contro la loro vita interiore (ibidem). Per fare questo l’ACT utilizza le metafore, i paradossi e gli esercizi esperienziali attraverso cui i pazienti imparano a instaurare un sano contatto con pensieri, sentimenti, memorie e sensazioni fisiche che sono state temute ed evitate. I pazienti guadagnano le abilità per ricontestualizzare e accettare questi eventi privati sviluppando una maggiore chiarezza riguardo i valori personali, e impegnandosi nei cambiamenti comportamentali necessari. (G. Miselli, 2007 – fonte: http://contextualpsychology.org/act_in_italiano).

Per informazioni su web ACT Italia.

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