“Non so più cosa voglio” – Riconnettersi con i propri valori

1 marzo, 2011
Categoria: Accettazione e Impegno al Cambiamento ACT 

Secondo il modello dell’Acceptance and Commitment Therapy, uno dei punti più motivanti e importanti per la salute mentale della persona, intesa come flessibilità psicologica, consiste nella connessione con i propri cardini valoriali. I valori non sono il fine, lo strumento, lo scopo o l’obiettivo immediato, ma costituiscono una direzione infinita della vita verso cui camminare per sentirsi pienamente e ricchi. Un valore non è nemmeno la concezione astratta di qualcosa, come ad esempio il lavoro, è semplicemente qualcosa di più personale e sentito come significativo nell’esperienza del singolo.

Un valore potrebbe essere ad esempio “essere un buon compagno di vita”, “essere un buon figlio”, oppure “..un buon professionista”.

Nella vita ci si può sentire lontani dal vivere pienamente uno dei precedenti valori e questo può emergere attraverso la sensazione di disagio, disorientamento e rigidità psicologica.  Ci si può sentire come una lumaca che ritira in continuazione le proprie antennine a furia d’urti, finchè quelle antenne non spuntano più. Si chiamano evitamenti. Il dolore in sè ha la caratteristicha comportamentale ed evoluzionistica dell’evitamentamento. Sono gli evitamenti la maggiore causa delle frustrazioni ai valori fondamentali per il nostro vivere finalisticamente.

(video con narrazione in lingua inglese – metafora comprensibile dalla sola visione)

Secondo il modello terapeutico ACT (Hayes et al. 1999) i valori, l’impegno all’azione, il vivere il momento presente, il sè come contesto, l’accettazione (non intesa nel senso letterale), la defusione cognitiva sono alla base della flessibilità psicologica.

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